Negli USA e in Europa

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Con il termine “deregulation” si indica la fine dei regimi di “monopolio regolato”, sia di azienda privata che di società pubblica. La gestione dei servizi di pubblica utilità, come quelli per l’erogazione di energia elettrica e di gas naturale, i servizi postali, quelli telegrafici e telefonici, nella maggior parte dei paesi industrializzati, soprattutto a partire dal primo dopoguerra, fu affidata a grandi compagnie, private o pubbliche, che esercitavano, per legge o di fatto, il monopolio. Si riteneva che solo una grandissima compagnia potesse attuare gli investimenti necessari per il mantenimento di sistemi complessi e per la distribuzione di servizi in aree vaste.
Nel corso degli anni Ottanta in Gran Bretagna e negli Stati Uniti prevalsero orientamenti economici di tipo marcatamente liberista, secondo i quali, in presenza di sistemi tecnologici maturi e di un mercato saturo, non c’era più alcuna ragione di mantenere o favorire regimi di monopolio, che erano diventati nel frattempo un ostacolo per un’ulteriore espansione e propulsione nel settore delle telecomunicazioni.
Si ritenne infatti che un mercato liberalizzato, e cioè aperto alla piena concorrenza, avrebbe prodotto l’abbassamento dei prezzi dei servizi a vantaggio degli utenti, accresciuto l’efficienza delle strutture riducendo i costi e stimolato l’innovazione.

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