Le prime teleselezioni e il metodo “a selettore”

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Con la diffusione, a partire dei primi anni del secolo, delle centrali automatiche di commutazione, si impose una diversa gestione del traffico delle aree più estese.
Ogni zona fu considerata come un sistema a sé stante, con una centrale principale e svariate centrali minori; all'interno di ogni sistema era adottato lo stesso metodo di numerazione. Quando si effettuavano chiamate all'interno della zona commutata dalla centrale secondaria, il traffico restava locale; quando invece la chiamata interessava un abbonato di un'altra zona, e cioè di un altro "sistema", occorreva fare ricorso alla centrale principale, dotata ancora di quadro manuale.
Nelle grandi città si adottò il metodo a "selettore". Ogni abbonato era contrassegnato da una stringa alfanumerica, composta di sette simboli. Generalmente i primi tre erano lettere, a indicare la centrale locale; gli altri quattro, normalmente cifre, erano l'identificativo dell'abbonato all'interno del sistema locale.
Al momento della composizione del numero, le tre lettere erano convertite in cifre, che mettevano in azione il commutatore di selezione, che a sua volta poneva in comunicazione con la centrale richiesta. A questo punto, le restanti quattro cifre indicavano con quale abbonato ci si voleva mettere in comunicazione. Per quanto riguarda l'Italia, il primo sistema di teleselezione attivato, sia pure tramite operatrice, fu quello tra Roma e Tivoli, nel 1929. La teleselezione d'utente, ossia senza l'ausilio di un'operatrice, fu invece introdotta nel 1931 da Vallemosso verso Biella e da Lodi verso Milano.
Con l'uso del selettore, sebbene esistessero ancora le centrali manuali, non occorreva più mettersi in comunicazione con alcun operatore: se si componeva un numero corrispondente ad una centrale automatica, il chiamato era messo in comunicazione attraverso i soli selettori; quando invece l'utente da raggiungere apparteneva a una zona ancora servita da una centrale manuale, gli impulsi forniti, oltre a indirizzare la chiamata alla centrale desiderata, fornivano direttamente all'operatore manuale l'indicazione dell'utente da raggiungere, sotto forma di numeri visualizzati presso la propria consolle. Questo processo, in qualsiasi forma avvenga, è detto segnalazione.

Documenti

  • La centrale automatica di Milano presentata dall’ing. Angelo Costa nel 1929

    Nel 1929, in un articolo pubblicato in due parti sulla rivista «Sincronizzando…», n. 7,  dal titolo Il telefono automatico e le sue applicazioni nella città di Milano, Angelo Costa illustra i successi del telefono automatico soffermandosi in particolare sul funzionamento delle centrali automatiche.
    L’autore fu un dirigente di primissimo piano, attivo in molte società telefoniche. La sua carriera, iniziata all’interno del settore elettrico del Gruppo Sip, si concluse nella Sip con la nomina a direttore generale della 1° zona.

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