Il telefono rosso

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Nell’ottobre del 1962 la tensione tra Usa e Urss toccò uno dei suoi punti alti con la crisi di Cuba. Dopo la vittoria della rivoluzione castrista e dopo il fallimento di un tentativo americano di controrivoluzione, furono scoperte navi sovietiche dirette a Cuba con missili a testata nucleare. Il presidente Kennedy ordinò il blocco navale dell'isola e dopo giorni di tensione il premier sovietico, Chruščëv, vista la fermezza di Washington, ordinò a sua volta il ritiro delle navi in cambio della promessa dell'indipendenza dell'isola.
Lo scontro aperto tra le due superpotenze, entrambe dotate di armi nucleari, avrebbe potuto produrre effetti devastanti, ma, per fortuna, in quella circostanza vinse la diplomazia. L’anno successivo, il 30 agosto 1963, entrò in funzione la “linea rossa”, ovvero il primo collegamento telefonico diretto tra la Casa Bianca e il Cremlino.  Quel telefono sarebbe dovuto servire per scongiurare fraintendimenti e incomprensioni che avrebbero potuto degenerare in un conflitto le cui conseguenze distruttive sarebbero state devastanti per l’intera umanità. Ciò non fu certo sufficiente ad allontanare l’incubo della catastrofe nucleare, come  dimostrano due note pellicole di quegli anni, di Stanley Kubrick e Sidney Lumet, dove un posto di rilievo è attribuito proprio a un inutile “telefono rosso”.

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