In trincea

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La prima guerra mondiale è stata rappresentata sul grande schermo da varie angolazioni e sotto differenti punti di vista: ha fatto da sfondo a melodrammi sentimentali, è stata talvolta occasione per celebrare il gesto eroico di coloro che si immolarono per la patria, è diventata viceversa occasione di denuncia antimilitarista nelle numerose pellicole che, a partire dall’indimenticabile All'ovest niente di nuovo (All Quiet on the Western Front, Usa 1930) di Lewis Milestone, hanno sottolineato la drammaticità di un massacro, che provocò, sui vari fronti, più di cinque milioni di morti. In alcuni film d’autore, e in particolare in sequenze di grande tensione, il telefono da campo è un topos narrativo che demarca la distanza, spaziale ma non solo, tra chi impartisce gli ordini e chi li esegue, tra comandanti ambiziosi e irresponsabili, al sicuro nei loro quartieri generali, e soldati in prima linea mandati inutilmente al massacro. Rispetto all’ordine per telefono, percepito come impersonale, si invoca un più burocratico ordine scritto, che però non arriva, o non arriva in tempo.

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