Distruzioni

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Dal 1942, con i bombardamenti delle città italiane, le linee e centrali gestite dalle cinque società concessionarie (Stipel, Telve, Timo, Teti e Set) cominciarono a subire danni rilevanti: le comunicazioni erano frequentemente interrotte e, in mancanza di materiali di ricambio, non era possibile garantire manutenzione e riparazioni. A partire dal 1943 il numero di abbonati diminuì per la prima volta, in misura sensibile.
Quando la guerra si svolgeva nelle città, coinvolgendo direttamente la popolazione civile, costanti nel corso del conflitto furono i tentativi, spesso riusciti, di distruzione delle centrali telefoniche, prima da parte degli Alleati attraverso i bombardamenti, poi, dopo l'8 settembre del 1943, anche per opera dei tedeschi in ritirata.

Documenti

  • Verbale del Consiglio di Amministrazione della Stipel del 16 gennaio 1943

    Stralci del verbale. Il presidente comunica i danni a edifici, centrali, impianti e reti, subiti a Torino in seguito alle incursioni aeree del novembre e del dicembre 1942. Tratto da Verbali dei Consigli di Amministrazione delle Società telefoniche, volume II, dal 1933 al 1945, a cura di Bruno Bottiglieri, Roma, Telecom Italia, 1995.

  • Verbale del Consiglio di Amministrazione della Set del 20 dicembre 1944

    Stralci del verbale. Il memoriale del conte Pellegrini, Amministratore delegato della Set. Tratto da Verbali dei Consigli di Amministrazione delle Società telefoniche, volume II, dal 1933 al 1945, a cura di Bruno Bottiglieri, Roma, Telecom Italia, 1995.

  • Ricordi di guerra di un giovane centralinista

    Piero Cambi di Orvieto, figlio di un ex-dipendente Timo, all’epoca dei fatti poco più che sedicenne, ricorda la richiesta dei tedeschi di prestare servizio al centralino, l’arrivo degli americani dopo la distruzione della centrale telefonica e il rapido ripristino delle funzioni della centrale ad opera di tutti i dipendenti. Tratto da Ricordo quel giorno. Fatti e testimonianze di vita telefonica, Sip – Direzione regionale Lazio (Roma, s.d.)

  • Sotto le bombe: ero addetto al permutatore

    Nell’agosto del 1943 la centrale telefonica Teti di piazza Trento a Roma fu colpita da un bombardamento. Vincenzo Ceroni all’epoca era impiegato presso quella centrale come addetto al permutatore. Durante le incursioni aeree, ogni operaio doveva raccogliere i delicati strumenti di lavoro e portarli al sicuro nei sotterranei. Tratto da Ricordo quel giorno. Fatti e testimonianze di vita telefonica, Sip – Direzione regionale Lazio (Roma, s.d.)

  • Sotto le bombe: ero giuntista

    Piero Capacci, ex dipendente della Teti, ricorda alcuni dei momenti più tragici della storia del nostro Paese, dilaniato dalle bombe durante la seconda guerra mondiale. Insieme ai suoi colleghi, svolse il compito di giuntista trascinando per le vie di Roma un carrettino carico degli strumenti di lavoro anche sotto i bombardamenti aerei. Tratto da Ricordo quel giorno. Fatti e testimonianze di vita telefonica, Sip – Direzione regionale Lazio (Roma, s.d.)

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