Da Marino Moretti, Telefono (1911) in Poesie 1905 -1914, Milano, Fratelli Treves, 1919

StampaEmail

 Questioni di cuore
 
Una conversazione sentimentale è il tema della poesia Telefono, scritta da Marino Moretti nel 1911. L’atteggiamento del poeta verso la recente invenzione appare duplice. L’apparecchio telefonico domestico viene apostrofato per ben due volte quale “ordigno”, evocando così la pericolosità insita nello strumento tecnologico: è capace di ingannare, perché fa sentire vicino chi è lontano e consente più facilmente di dissimulare l’autenticità dei sentimenti, ma anche di emozionare dal profondo. Il telefono sembra infatti essere,  più  che strumento di trasmissione della voce, veicolo delle più intime percezioni sensoriali.

Sei tu! sei tu! sei tu! Mentre ti parlo,
mentre t'ascolto, immobile, mi pare
che la tua voce seguiti a vibrare.
in questo orecchio mio per lacerario.
 
Sei tu sei tu! La tua voce mi giunge
da una profondita d'aninna oscura:
io ti rispondo, amica, ma ho paura,
chè vicina mi sei tu che sei lunge.
 
Ho paura di te, di quest'ordigno
che al mio povero cuor che più non sogna
dona la voce tua, la tua menzogna
come per uno spirito maligno!
 
E mi par quasi che fra tanto fasto
d'illusioni solo quest'ordigno
fedele al muro, come un vecchio scrigno
pieno di voce tua, mi sia rirnasto!
 
Tu parli e io vedo il tuo bianco profilo
un po' chinato sovra l'apparecchio
mentre raccogli nell'intento orecchio,
più che il mio dire incerto, il mio respiro;
 
tu parli e io non t'ascolto: non t'ascolto
perchè ti vedo: vedo d'improvviso
una lieve penombra di sorriso
ch'erra nei volto tuo, chino e raccolto.
 
 
Ah, ridi ridi ridi tu che sei
bella e ami solo la tua gioventù.
lo? Ti rispondo, ma non sono più
che due nurneri: 10-36....

L'autore 

Marino Moretti nasce a Cesenatico nel 1885. Nel 1901interrompe gli studi classici per frequentare a Firenze la scuola di recitazione diretta da Luigi Rasi. In questo periodo incontra tra gli altri Aldo Palazzeschi, con il quale nasce una fraterna amicizia. Fra il 1902 e il 1903 pubblica le prime raccolte di novelle e poesie. L’influenza di Pascoli e il tono  “crepuscolare” caratterizzano le sue prime raccolte in versi, come Poesie scritte col lapis  (1910), Poesie di tutti i giorni (1911), e Il giardino dei frutti (1915); nella successiva produzione in prosa, fino agli anni cinquanta predilige i temi intimisti.  Nell’ultima fase della vita Moretti ritorna alla poesia con la pubblicazione delle raccolte L'ultima estate (1969), Tre anni e un giorno (1971), Le poverazze (1973) e, l'anno seguente, Diario senza le date. Muore a Cesenatico il 6 luglio 1979

Commenti+ lascia un commento

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Use to create page breaks.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

© 2012 Telecom Italia | Partita IVA: 00488410010