Da Paolo Mantegazza, L’anno 3000. Sogno, Milano, Fratelli Treves, 1897

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 La fiducia nella tecnologia e nel progresso

L’anno 3000. Sogno, del positivista Paolo Mantegazza, è un romanzo di fantascienza in cui si racconta il viaggio di Paolo e Maria, che si  recano ad Andropoli, capitale degli Stati Uniti Planetarii,  per “celebrare il loro matrimonio fecondo, essendo già uniti da cinque con il matrimonio d’amore”.
Nel corso del viaggio la giovane coppia approda all’isola di Dinamo dove, guidata da un ingegnere, visita il “Museo storico” della meccanica. Una delle sale è dedicata alle invenzioni del XIX secolo, tra cui il telefono, che aprirono “orizzonti nuovi all’umana famiglia”.

Nella fantasia di Mantegazza la rapidità delle comunicazioni sarebbe stata all’origine della pace universale consolidatasi nel terzo millennio.

- Ecco, - disse l'ingegnere, entrando nella prima sala del Museo, - i primi saggi preistorici della meccanica; le forze degli animali adoperate a vantaggio dell'uomo.
Si vedevano i primi aratri guidati dai bovi, i primi carri senza ruote, poi con ruote piene, poi con ruote a raggi trascinati da cavalli, da asini, da muli. Vi erano raffigurati tutti gli animali, che in tempi antichissimi avevano prestato i loro muscoli all'uomo, dall'elefante al piccione viaggiatore, dal dromedario allo struzzo, dal cane alle renne.
In un altro salotto, che veniva dopo il primo, si vedevano le prime applicazioni degli elementi della natura; il mulino a vento e ad acqua, la barchetta e la nave mosse dalle vele; tutte le applicazioni del fuoco, come grande modificatore della materia bruta.
Anche Paolo, poco dotto nella storia della meccanica, non sapeva intendere come agissero quelle grandi ruote a vele dei mulini a vento, né come le navi si movessero un tempo soltanto per opera del vento.
- Ecco qui, - disse l'ingegnere, entrando in un nuovo compartimento del Museo, - il gran salto che fece la meccanica nel secolo XIX, adoperando il vapore e l'elettricità come nuove forze, che l'uomo aveva fino allora ignorato. Si può dire, che la locomotiva e la pila segnano una nuova era, che ormai ha già undici secoli di vita; così come vedremo più innanzi un'era terza, l'ultima (per ora) segnata dalla produzione artificiale e dall'applicazione della forza nervea alla meccanica; forse la più grande delle umane scoperte e che si deve al grande inglese Macstrong, che morì nell'anno 2654 e di cui vedrete la statua nel parco qui vicino accanto a quelle del Volta e del Watt.
Qui dove siamo vedete in altrettanti modelli rappresentate tutte le applicazioni del vapore e dell'elettricità, le antiche locomotive, le antichissime pile, poi le più moderne; gli antichi telegrafi, i telefoni, i fonografi e tutti gli ingegnosi apparecchi, che aprirono orizzonti nuovi all'umana famiglia sulla fine del secolo XIX e in tutto il secolo XX.
Io credo che la rapidità delle comunicazioni, - continuava a dire l'ingegnere, - ottenute col vapore e col telegrafo hanno contribuito più di tutti i libri, di tutti i giornali, più di tutti i parlamenti, di tutti i codici ed anche di tutte le religioni a distruggere l'antica e scellerata epoca delle guerre fra popolo e popolo e a creare una nuova morale; sana e sincera.

L'autore 

Paolo Mantegazza nasce a Monza nel 1831. Laureatosi in medicina viaggia per l'Europa, poi nel 1854 si reca in Argentina, dove esercita la professione medica e si sposa. Rientrato in Italia, nel 1860 diviene ordinario di patologia generale presso l'Università di Pavia. Dieci anni dopo passa all'Istituto di Studi Superiori di Firenze come professore di antropologia, fondando il Museo antropologico-etnografico. Nel 1865 viene eletto deputato al Parlamento e nel 1876 diventa senatore del Regno. Scienziato positivista, sostenitore delle teorie darwiniane, Mantegazza è un intellettuale dai molteplici interessi. Le sue pubblicazioni variano  dai testi scientifici, ai libri di viaggio, come Profili e paesaggi della Sardegna (1870), alle opere di divulgazione, come La fisiologia del piacere (1880), Fisiologia dell'odio (1889), Fisiologia della donna (1893). Tra le opere di narrativa, il romanzo fantascientifico L’anno 3000. Sogno (1897).
Muore a San Terenzo (La Spezia) nel 1910.

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