Da Edmondo De Amicis, Cuore, Milano, Fratelli Treves, 1886

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 Le enormi ragnatele

 In Dagli Appennini alle Ande, uno dei racconti mensili del libro Cuore, Edmondo De Amicis racconta le peregrinazioni di un tredicenne partito da Genova e in viaggio per l’America latina alla ricerca della madre, lì emigrata per “mettersi al servizio di qualche persona ricca”.
Rosario, grande città portuale argentina, è descritta con i segni della modernità: strade diritte, traffico un po’ caotico e una fitta ragnatela di fili telegrafici e telefonici a sovrastare i tetti delle case.

La notte dormiva sopra coperta, e si svegliava ogni tanto, bruscamente, stupito della luce limpidissima della luna che imbiancava le acque immense e le rive lontane; e allora il cuore gli si serrava. - Cordova! - Egli ripeteva quel nome: - Cordova! - come il nome d'una di quelle città misteriose, delle quali aveva inteso parlare nelle favole. Ma poi pensava: - Mia madre è passata di qui, ha visto queste isole, quelle rive, - e allora non gli parevan più tanto strani e solitari quei luoghi in cui lo sguardo di sua madre s'era posato... La notte, uno dei barcaiuoli cantava. Quella voce gli rammentava le canzoni di sua madre, quando l'addormentava bambino. L'ultima notte, all'udir quel canto, singhiozzò. Il barcaiuolo s'interruppe. Poi gli gridò: - Animo, animo, figioeu! Che diavolo! Un genovese che piange perché è lontano da casa! I genovesi girano il mondo gloriosi e trionfanti! - E a quelle parole egli si riscosse, sentì la voce del sangue genovese, e rialzò la fronte con alterezza, battendo il pugno sul timone. - Ebbene, sì - disse tra sé, - dovessi anch'io girare tutto il mondo, viaggiare ancora per anni e anni, e fare delle centinaia di miglia a piedi, io andrò avanti, fin che troverò mia madre. Dovessi arrivare moribondo, e cascar morto ai suoi piedi! Pur che io la riveda una volta! Coraggio! - E con quest'animo arrivò allo spuntar d'un mattino rosato e freddo di fronte alla città di Rosario, posta sulla riva alta del Paranà, dove si specchiavan nelle acque le antenne imbandierate di cento bastimenti d'ogni paese.
Poco dopo sbarcato, salì alla città, con la sua sacca alla mano, a cercare un signore argentino per cui il suo protettore della Boca gli aveva rimesso un biglietto di visita con qualche parola di raccomandazione. Entrando in Rosario gli parve d'entrare in una città già conosciuta. Erano quelle vie interminabili, diritte, fiancheggiate di case basse e bianche, attraversate in tutte le direzioni, al disopra dei tetti, da grandi fasci di fili telegrafici e telefonici, che parevano enormi ragnateli; e un gran trepestio di gente, di cavalli, di carri. La testa gli si confondeva: credette quasi di rientrare a Buenos Aires, e di dover cercare un'altra volta il cugino.

L'autore 

Edmondo De Amicis nasce a Oneglia nel 1846. Frequenta il liceo a Torino e conclude gli studi all’accademia militare di Modena; nel 1866  partecipa come sottufficiale alla terza guerra d’indipendenza. All’esperienza militare sono dedicati i primi bozzetti, riuniti nella raccolta La vita militare (1868). Tornato alla vita civile, diventa giornalista. Le sue corrispondenze per la “Nazione” di Firenze sono raccolte nei volumi Spagna (1873), Olanda e ricordi di Londra (1874), Marocco (1876), Ricordi di Parigi (1879).
Nel 1886 l’editore Treves pubblica Cuore, il libro destinato a fare di De Amicis uno dei più popolari autori delle letteratura italiana per ragazzi e non solo. L’ambiente scolastico e gli intenti pedagogici ritornano in Vita di un maestro (1890). Poco dopo, nel 1892 De Amicis aderisce al socialismo, da lui interpretato soprattutto in chiave filantropica. L’impegno sociale si riflette vari lavori letterari, come La maestrina degli operai (1895), La carrozza di tutti (1895) e Sull’Oceano (1889), che portano all’attenzione dei lettori i problemi dell’Italia unita e soprattutto il dramma dell’emigrazione. Nel 1903 De Amicis viene eletto socio dell'Accademia della Crusca. Nel 1908 muore a Bordighera, nella casa dello scrittore scozzese George MacDonald.

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