Da Giuseppe Fiori, Casa Rosselli. Vita di Carlo e Nello, Amelia, Marion e Maria, Torino, Einaudi, 1999

StampaEmail

 Il telefono giocattolo
 
Giuseppe Fiori ha dedicato il romanzo biografico Casa Rosselli alle vicende dell’eroica famiglia antifascista. Rifugiatosi in Francia, dopo la fuga dal confino di Lipari, Carlo Rosselli vi conduce un’intensa attività politica, che lo porta costantemente lontano da casa. Nell’ appartamento di Parigi, dove vivono la moglie Marion e il figlioletto Mirtillino, il telefono è per il piccolo, come scrive la stessa Marion nel suo Memoriale,  un giocattolo, un oggetto che lo aiuta a colmare la lontananza del padre.

Marion ha trovato una bella casa nell'elegante  quartiere di Passy, al 6 di rue des Marrionniers, verso il Bois de Boulogne; dove Mirtillino può correre e giocare respirando aria pulita. Ci traslocano a metà novembre del '29. Ma Carlo, tutto preso dall'attività politica, in famiglia sta poco. Fa “vita ciclonica”. Viaggi in Francia per annodare fili e preparare imprese. Conferenze a Londra, Oxford, Cambridge...
La mamma porrà nel suo Memoriale una questione a tutt'oggi irrisolta (forse perchè ha in sè i termini d'una contraddizione inestinguibile): “Fino a quale limite un uomo, un marito, deve sacrificare la famiglia per l'ideale?” Marion è remissiva. “Questa divisione netta dei lavori” (lei moglie e madre, lui protagonista della lotta politica) lascia credere che le paia “giustissima e inevitabile”. Di fatto l'emarginazione l'avvilisce.
Non le resta che concentrarsi su Mirtillino. 9 settembre 1929: “Parla moltissimo; ormai dice tutto, e con un accento molto divertente. Ed è buonissimo di carattere, malgrado qualche capriccio; carino e affettuoso”.
Novembre 1929: “Mirtillino domanda continuamente: “Dov'è andato il babbo?” E dice che vuol andare via anche lui a prendere il treno e il piroscafo. Grandi dichiarazioni, anche quando non richieste, di voler bene al babbo [...]. Mirtillino ti rappresenta degnamente in casa. E' di una energia tremenda! Corre su e giù come un bolide, facendosi cento bue al giorno”. 30 novembre 1929: “Mirtillino ha scoperto lo straordinario divertimento del telefono. Stamattina staccava il piccolo ricevitore e chiamava allò! allò! e poi discorreva per ore in francese. Stasera gli ho comprato un telefono giocattolo, perchè non tocchi l'altro. Parla con te sul telefono e ti dice di venire”.

L'autore 

Giuseppe Fiori nasce a Silanus, in Sardegna, nel 1932. Laureatosi in giurisprudenza, inizia l’attività di giornalista scrivendo sulle pagine del quotidiano «L’Unione Sarda». Successivamente è vicedirettore del Tg2, direttore di «Paese Sera» e senatore della Sinistra Indipendente. Esordisce nella narrativa nel 1960 con il romanzo Sonetàula. E’ biografo di Antonio Gramsci, dell’anarchico Michele Schirru, di Emilio Lussu, di Enrico Berlinguer, di Ernesto Rossi e della famiglia Rosselli. Con il romanzo Uomini ex vince il Premio Napoli nel 1993. E’ anche autore del libro inchiesta Il venditore. Storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest (1995). Muore a Roma nel 2003.

Commenti+ lascia un commento

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Use to create page breaks.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

© 2012 Telecom Italia | Partita IVA: 00488410010