Da Luigi Malerba, La mia donna ideale, Roma, Edizioni dell’Elefante per Telecom Italia, 1996

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 Arriva Internet
 
Amedeo, impiegato dell’ufficio del Catasto, e Gaby, che lavora in un ente per la promozione Culturale nei paesi dell’ Est, sono i protagonisti del racconto La mia donna ideale, di Luigi Malerba. Innamorati, ma anche determinati a combattere la noia che insidia il loro rapporto, decidono prima di comportarsi come  una coppia di adulteri clandestini, poi di lasciare che il telefono supplisca all’assiduità degli incontri, infine di affidarsi alla posta elettronica: un percorso questo ancora ricco di incognite per il neofita che si accosta al mondo di Internet, solo da pochi anni di uso pubblico.

Io ho comprato questo piccolo apparecchio chiamato Modem, una scatoletta nera dieci centimetri per dieci, e l’ho fatta collegare al mio computer e a Internet via telefono.
“Con questo Modem – mi ha detto il tecnico – può navigare su tutto il pianeta.”
“A me serve solo per comunicare con Gaby, la mia fidanzata.”
Volevo dirgli che io non sono un navigatore, anzi soffro il mal di mare. Ma non ero in vena di fare dell’ironia.
Non è stato facile il rapporto con il libretto delle istruzioni. Tutto molto semplice, secondo loro. “Il semplice protocollo di trasferimento postale, SMTP, utilizzato da TCP/P, e quindi da Internet, per lo scambio di posta tra macchine è, come dice la parola stessa, molto semplice”.
“Ma io e Gaby non siamo due macchine – ho detto al tecnico che
mi leggeva le  istruzioni – e poi non so che cosa sono SMTP e TCP/P.”
“La prima significa Simple Mail Transfer Protocol.”
“E allora?” – ho detto io che cominciavo a perdere la pazienza.
Il tecnico mi guardava perplesso.
“mi scusi – ha detto – mi pare di aver capito che lei vuole semplicemente comunicare con un Server.”
“Voglio comunicare con Gaby, con la mia fidanzata, solo questo.”
“Allora diciamo che lei è il Client e la sua fidanzata è il Server remoto.”
“Gaby non è remota per niente, sta a Monteverde Vecchio. Mi dica per piacere come faccio a comunicare con la mia fidanzata che sta a Monteverde Vecchio.”
“Opzionalmente può richiedere al Server di scambiarsi i ruoli di comunicazione per ottimizzare la sessione stabilita e trasferire i messaggi in coda tra la macchina che svolge funzioni di Server e quella di Client. Mi segue?”
“No.”
Il tecnico mi guardava con compatimento. Io con odio.
“Se viene nel nostro ufficio Citynet Flaminio S.r.l. c’è un istruttore per i clienti più refrattari.”
“Posso esprimere un concetto?”
“Prego.”
“Ma no, non voglio offenderla.”
Qualche volta gli insulti sottintesi sono i più efficaci. L’ho fatto uscire di casa e ho chiamato un amico che in ufficio usa la Posta Elettronica. Mi ha spiegato tutto in dieci minuti.

L'autore 

Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Banardi, nasce a Berceto, in provincia di Parma, nel 1927. Laureato in Giurisprudenza, dirige a Parma negli anni Cinquanta la rivista di cinema «Sequenze», collaborando con Cesare Zavattini e dirigendo anche il film Donne e soldati (1955). Si dedica poi alle sceneggiature pubblicitarie, scrivendo testi per «Carosello». Fra le sue numerose opere di narrativa: Il serpente (1966), Salto mortale (1968), La scoperta dell'alfabeto (1988), Le pietre volanti (1992), con cui vince il premio Viareggio, Le maschere (1995), La superficie di Eliane (1999). E’ autore anche di testi per il cinema e la televisione e di numerosi libri per ragazzi tradotti in tutto il mondo. Muore nella città natale nel 2008.

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