Il film di propaganda Camicia Nera e lo sciopero dei telefonisti

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Camicia nera fu il film programmato dall'Istituto Luce per celebrare nel 1932 il primo decennale della "marcia su Roma", anche se, per i ritardi nella produzione, la prima proiezione ufficiale, avvenuta contemporaneamente in tutti i capoluoghi di provincia e nelle principali capitali europee, si svolse solo nel marzo del 1933. Sceneggiatore e regista fu il poliedrico Giovacchino Forzano, librettista di importanti opere di Puccini, amico di Mussolini e fedele esecutore delle sue direttive in campo artistico, regista lirico e teatrale, giornalista, autore di commedie e racconti, nonché imprenditore nel settore cinematografico. Camicia nera narra in forma di epopea la storia dell'Italia e del fascismo dal 1914 al 1932.
Linee interrotte In alcune sequenze della seconda parte, l'impossibilità di comunicare al telefono costituisce occasione per creare drammaticità e tensione narrativa. Causa dell'interruzione del servizio è uno sciopero generale, in cui non sono esclusi atti di sabotaggio alle linee telefoniche. Nella trama generale il fatto è assunto come uno dei simboli dell'abuso e dell'arroganza a cui si erano spinti, nell'immediato dopoguerra, i partiti e i sindacati della sinistra, contro cui negli anni successivi, anche con l'uso della violenza, si era vittoriosamente imposta la reazione fascista. Al di là dell'intento propagandistico, la scena offre alcuni spunti di interesse per una storia sociale del telefono, considerato un servizio pubblico essenziale anche in contesti rurali, dove non era certo allora uno strumento della quotidianità, né era raggiungibile facilmente. Come il telegrafo, anche il telefono rappresentava uno strumento per comunicazioni "straordinarie", non comuni ma non per questo meno vitali e irrinunciabili. Fa riflettere però il fatto che, nonostante l'enfasi attribuita al mezzo, nell'ultima parte del lungometraggio dedicata alla ricostruzione e alle opere realizzate nei primi dieci anni del fascismo al potere, siano elencati i successi nel campo edilizio e nella costruzione di strade, di ferrovie, di dighe, di canalizzazioni, di nuove linee elettriche ecc., ma non si faccia alcun cenno ai progressi nel campo delle telecomunicazioni.

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