Da Alba de Cèspedes, Nessuno torna indietro, Mondadori, Milano, 1938

StampaEmail

Nessuno torna indietro di Alba de Cèspedes è un romanzo ambientato negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, nel quale si raccontano le vicende di otto ragazze di diversa provenienza sociale e geografica, temporaneamente ospitate in un collegio religioso di Roma. Nel primo dei brani che seguono, Emanuela, una delle protagoniste, è in grande imbarazzo quando, chiamando da un bar la persona amata, attende invano di parlargli, ma l’interessato si nega. Bello sarebbe se dipendesse da un guasto dell’apparecchio, ma non è così.
Nell’altro brano viene descritto il lavoro di un’altra delle otto ragazze. Impiegata in un ufficio, Xenia scopre che la presenza invasiva del telefono richiede al suo lavoro di segretaria l’esercizio di una nuova e specifica competenza.

Al bar e in ufficio
Le cinque. Ormai aveva letto tutto il giornale che fino due giorni prima aveva dimenticato sul tavolino. Certi momenti, interessata dalla lettura, si dimenticava perfi­no di stare aspettandolo. “Che sia andato al tè del Corti­le? No, s’era detto qui, proprio qui. Sara stato trattenuto per servizio, adesso arriverà”. Aspettava cercando di pensare ad altro, perché il tempo passasse più presto. E invece rimaneva tesa in ascolto ai rumori della strada; essendo la camera poco alta sulla via, s’udivano i discor­si delle persone che passavano. Nell’appartamento di sopra un pianoforte suonava. “C’è ancora chi studia il pianoforte”. Quanti anni di studio, da bambina, ore e ore d’inverno: la maestra picchiava con la bacchetta sul­le mani intirizzite e doveva soffocare l’impeto di ribel­larsi; attendeva l’ora della lezione con terrore quasi, se la maestra ritardava di cinque minuti pensava: “che bellez­za, non viene più, non viene più” e invece d’un tratto squillava il campanello. Quanto tempo è passato! quan­to tempo era che non sentiva studiare il pianoforte! si sente certe volte in campagna, d’estate, nelle ore pome­ridiane; questo è il valzer triste di Sibelius. Appena tor­no a casa apro il pianoforte, mi metto a suonare. Buia, tutta buia la camera, la strada è piombata in una grande pace, pare ascolti anche lei la musica. Dopo poco anche il pianoforte tacque. Vado via ora, vado a telefonare.
Passa una donna sulla strada, si sentono battere i tac­chetti. E con lei una bambina che piange, e lei la trasci­na, si sente, senza neppure badarle. Si  chiude un por­toncino e il  pianto tace.
Emanuela uscì, la strada era deserta, davanti all’uscio chiuso attese un poco prima di avviarsi. Nessuno. Sopra la sua testa il pianoforte aveva ripreso a suonare.
Trovò il telefono in un bar a Porta Romana: gente fuma­va, beveva, s’udiva l’urtare sordo delle palle del biliardo.
- Pronto... l’aeroporto?
- Sì.
- Vorrei parlare al comandante Mirovich.
- A chi?
- Al comandante Mirovich.
- Al comandante Mirovich?... - Non si udì più nulla, eppure certo l’aviere era rimasto lì, al microfono; Ema­nuela insisté: — Pronto, pronto.... Infine dall’altra parte la voce rispose: - Attenda.
Attese molto tempo; la ragazza del bar ogni tanto la guardava, anche gli uomini che sedevano ai tavolini la guardavano, l’aria era densa di fumo, s’udivano cozzare le bilie, ridere i giocatori; nel microfono, silenzio. “For­se è stata tolta la comunicazione.” Le tornava alla mente una frase di Stefano: “Questi maledetti apparecchi nuo­vi...” Inquieta seguitava a chiedere nel microfono: -Pronto, pronto.
Qualcuno rispose infine, una voce diversa dalla pri­ma, certo un ufficiale; chiedeva:
- Chi parla?
- Voglio parlare al comandante Mirovich.
- Chi parla?
Per la prima volta ella disse sperando di ottenere qualche cosa di più:
- La sua fidanzata.
Ma anche l’ufficiale come l’aviere tacque; disse dopo un momento:                                                
- Il comandante è fuori, in volo.
- In volo? A quest’ora?
[…]
La X and X and X Company era un ufficio piuttosto disordinato. Gente entrava, gente usciva sbattendo la porta, facce trafelate, cappello in testa. Una diecina d’impiegati tra i quali due donne: Xenia e la segretaria del direttore. Per quello che Xenia aveva da fare, seicento lire al mese erano una fortuna; eppure a sera ella usciva stanca e faticava a riprendere il contatto con la città, impossibilitata di togliersi immediatamente dall’ambiente dell’ufficio, come faceva Vandina; quando questa la veniva a prendere le diceva: - Che hai con quella faccia?  - poi, a poco a poco, anche Xenia si riprendeva. Non era un lavoro intellettuale, il suo, e però ella cercava di fare ogni cosa particolarmente bene per farsi notare: sedeva alla macchina, un telefono di qua, un telefono di là, il primo comunicava coll’esterno, il secondo col direttore. Copiava lettere sempre uguali: “In risposta alla pregiata vostra...” ma doveva interromperle a ogni momento: “Pronto... si, la X and X and X Company... il direttore non c’è... va bene... venga alle otto.” “Pronto... la X and X and X Company... chi parla?... vedo sübito se il direttore è in ufficio... mi dispiace, è uscito in questo momento.” “Pronto... le passo il direttore.” In pochi giorni Xenia aveva capito a chi si doveva dare l’una a chi l’altra risposta; generalmente alle voci femminili bisognava rispondere di si. “Tutto sta - diceva Dino - nel comprendere bene l’ingranaggio.”

L'autore 

Alba de Cèspedes nasce a Roma nel 1911. Nipote di Carlos Manuel de Cèspedes, primo presidente di Cuba e figlia dell’ambasciatore cubano a Roma, cresce in un ambiente familiare molto politicizzato. Arrestata dai fascisti nel 1935, vede censurare il suo romanzo Nessuno torna indietro (1938) e una collezione di racconti. Durante la guerra aderisce alla Resistenza: da Bari, dopo l’arrivo degli alleati, ne è la voce radiofonica con lo pseudonimo di Clorinda. Nel 1944 fonda «Il Mercurio», un giornale letterario che dirige fino al 1948. Successivamente collabora con «Epoca» e «La Stampa» e pubblica i romanzi Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), Prima e dopo (1955) e Il rimorso (1962). Muore Parigi, dove soggiorna nell’ultimo periodo della sua vita, nel 1997.

Commenti+ lascia un commento

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Use to create page breaks.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

© 2012 Telecom Italia | Partita IVA: 00488410010