“I telefoni d’Italia”

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Il primo agosto 1925, un mese dopo l'inizio delle attività delle concessionarie, fu edito a cura della Stipel il primo numero del bollettino «I telefoni d'Italia», un nuovo mensile destinato agli abbonati effettivi e potenziali del telefono. Si trattava, come rilevò «Sincronizzando», la rivista destinata al personale della Sip, di un'esperienza del tutto originale per l'Italia: "E' questa certo la prima volta, nella storia dell'industria italiana in cui la società si rivolge agli utenti suoi, offrendo loro con un foglio distribuito gratuitamente il mezzo di mantenersi in contatto con essa; li invita a denunziare le imperfezioni, a collaborare perché il servizio possa raggiungere una sconosciuta perfezione, li tiene al corrente dell'opera compiuta e da compiere”. Erano i primi passi delle nuove “relazioni pubbliche”, una pratica di comunicazione adottata dalle grandi compagnie americane proprio nel corso dei ruggenti anni Venti.
Le pagine del periodico, che ebbe vita tanto breve (solo un paio di anni) quanto intensa, offrono spunti di riflessione significativi per la storia del telefono proponendo di quel mezzo il “punto di vista” dei produttori alle origini.

Documenti

  • I vetusti tavoli “Siemens” fuori servizio

    Tra i compiti della pioneristica politica di comunicazione verso l’esterno della neonata Stipel c’è quello di illustrare al pubblico e agli utenti gli importanti cambiamenti tecnologici che hanno interessato il sistema telefonico fin dalle sue origini. Tratto da «I telefoni d’Italia», marzo 1926.

  • Come lavorano i telefonisti

    Curare il rapporto con il pubblico e gli abbonati significa, per la Stipel di Gian Giacomo Ponti, spiegare a chi non opera in azienda quale è il lavoro che si svolge al suo interno. Tratto da «I telefoni d’Italia», luglio 1926.

  • Come si deve usare il telefono. Al personale delle grandi aziende

    La promozione del telefono nelle aziende, principale obiettivo delle società telefoniche, è significativa del fatto che il mezzo non fosse ancora adeguatamente diffuso neanche fra l'utenza affari. Tratto da «I telefoni d’Italia», aprile 1926.

  • Quello che tutti gli utenti dovrebbero sapere intorno al servizio telefonico

    E' qui riproposta la prima parte dello scritto pubblicato dalla rivista Telephony di Chicago vincitore di un concorso per il miglior componimento sul significato dell'industria telefonica. Tratto da «I telefoni d’Italia», gennaio 1927.

  • Me ne strello, Il contatore

    Collaborarono alla rivista diretta da Andrea Viglongo giornalisti e scrittori che spesso, sotto pseudonimo, erano autori di componimenti in versi su temi di “attualità telefonica”. Tratto da «I telefoni d’Italia», settembre 1926.

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